Come garantire una tutela efficace dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) in un contesto normativo in evoluzione? Quali strumenti possono aiutare tutrici e tutori volontari ad affrontare le difficoltà che incontrano nei territori? E quale ruolo può svolgere una rete nazionale nel promuovere i diritti dei minorenni?
Sono alcune delle questioni al centro del 3° Incontro nazionale di Tutori in Rete, che dal 9 all’11 ottobre ha riunito a Verona oltre 50 rappresentanti di associazioni e gruppi informali di tutrici e tutori volontari provenienti da tutta Italia. Tre giornate di confronto dedicate alle nuove sfide della tutela volontaria, alla condivisione delle esperienze territoriali e alla costruzione di strumenti comuni.
Tra i temi affrontati, le possibili ricadute del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, con particolare attenzione alle procedure di screening all’arrivo e alla tutela dei diritti dei minorenni. È stata presentata anche l’esperienza dell’associazione Accoglierete con il Comune di Augusta, in Sicilia, che prevede la presenza dei volontari durante le procedure di screening.
Ampio spazio è stato dedicato al lavoro dei gruppi tematici di Tutori in Rete, impegnati su questioni centrali per la vita dei ragazzi e delle ragazze: abitare, affido, apprendimento, lavoro e giustizia minorile. Il confronto ha portato inoltre all’avvio di nuovi gruppi sul prosieguo amministrativo e sulle difficoltà nei rapporti con le Questure, con l’obiettivo di raccogliere esperienze, individuare criticità ricorrenti e sviluppare strumenti pratici a disposizione delle realtà territoriali.
Guardando al futuro, i partecipanti hanno individuato alcune priorità per il 2030: rafforzare la presenza delle associazioni sul territorio, consolidare il dialogo con le istituzioni, accrescere il riconoscimento della tutela volontaria e contribuire in modo più incisivo alle politiche di accoglienza. Il 2027, decimo anniversario della Legge 47/2017, rappresenterà inoltre un’occasione importante per rilanciare l’attenzione sulla tutela volontaria.
«Vogliamo che Tutori in Rete sia sempre più una voce autorevole nel confronto sulle politiche di accoglienza, capace di dialogare con le istituzioni e di contribuire concretamente alla tutela dei diritti dei minori stranieri non accompagnati. Ma più di tutto vogliamo che ogni minore straniero solo abbia al proprio fianco da subito un tutore volontario. Registrare ancora una volta che tanti tutori formati e disponibili sono “inutilizzati” fa male. Continuiamo quindi a lavorare per rimuovere gli ostacoli, anche offrendo ai Tribunali per i minorenni strumenti e collaborazione», dichiara Paola Scafidi, presidente di Tutori in Rete.
L’incontro ha coinvolto anche le istituzioni locali, con l’intervento di Luisa Ceni, assessora del Comune di Verona, e ha raccolto il messaggio del Garante regionale dei diritti della persona del Veneto, che ha riconosciuto il valore della tutela volontaria come forma concreta di cittadinanza attiva, sottolineando l’importanza della formazione continua e del supporto ai volontari.
Nel contributo conclusivo, Alessandro Padovani, direttore di Fondazione Don Calabria per il sociale, ha approfondito il progetto di tutela volontaria promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza nell’ambito del programma FAMI. Viviana Valastro, per l’iniziativa Never Alone, ha invitato la Rete a continuare a «organizzare la speranza», trasformando le aspirazioni condivise in un impegno strategico e concreto.
Il 3° Incontro nazionale si è svolto nell’ambito dell’intervento “Tutori in Rete 2025–2027”, sostenuto dall’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile”.









