Tutori volontari: guide orgogliose dei minori non accompagnati

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Una figura necessaria ad assistere e indirizzare il percorso di crescita, di educazione e di integrazione dei ragazzi che si trovano sul territorio italiano soli, senza l’assistenza o la rappresentanza dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili: giovani che vivono in una condizione di forte vulnerabilità e la cui presenza è in continuo aumento.

 

«Aiutalo ad affrontare la normalità» e «L’orgoglio di essere un tutore volontario»: sono gli slogan utilizzati dall’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che in questi giorni ha promosso sul territorio italiano una campagna volta alla ricerca di cittadini interessati a diventare tutori volontari dei tanti minori stranieri non accompagnati presenti in Italia. Secondo il report statistico della Direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro, al 31 agosto 2017 erano 18.486: il 93% di questi giovanissimi migranti è di sesso maschile, quasi il 93% ha un’età fra i 15 e i 17 anni. Provengono, in primo luogo, da Gambia, Egitto e Guinea.

 

Sono arrivati in Italia superando enormi difficoltà: oggi si trovano sul territorio italiano soli, senza l’assistenza o la rappresentanza dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, e hanno bisogno di una persona di riferimento che li aiuti a conoscere i loro diritti e il paese in cui vivono.

 

Lo scorso 6 maggio, prima dell’entrata in vigore della legge 47 per la tutela dei minori stranieri non accompagnati, il tutore era una figura istituzionale: il sindaco, un assessore o l’ente locale di residenza del minore. Oggi, invece, si ricerca il tutore all’interno della società civile. Essere tutore non implica la presa in carico domiciliare (il minore rimane nella struttura di accoglienza cui è affidato) né quella economica: il tutore volontario svolge compiti di rappresentanza legale, persegue il riconoscimento dei diritti del minore, promuove il suo benessere psico-fisico, lo sostiene e lo consiglia nel suo percorso di integrazione ed educazione, tenendo conto delle sue capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Una figura importante di riferimento che garantisce a un minore non accompagnato i suoi diritti legali, civili e umani.

 

Pochi i requisiti: è necessario aver compiuto 25 anni, risiedere in Italia e non avere precedenti penali. Gli aspiranti tutori volontari dovranno poi seguire un breve corso di formazione, organizzato dai Garanti regionali e dalle Province autonome, che li preparerà a svolgere al meglio i loro compiti. Infine, i loro nomi verranno inseriti in un elenco presso il Tribunale per i minorenni competente della regione di residenza o domicilio, dal quale il giudice potrà attingere per l’affidamento del minore straniero non accompagnato.

 

Le FAQ dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza riportano un utile elenco delle attività concrete che il tutore può essere chiamato a svolgere. Inoltre, sullo stesso sito, è possibile consultare gli avvisi pubblicati dalle diverse regioni.

 

Per saperne di più: Minori stranieri non accompagnati: bando per diventare tutore volontario

 

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