Sport, tempo libero e gioco per l’inclusione sociale

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Il tempo libero e il gioco sono esigenze e diritti dei ragazzi, momenti fondamentali per la costruzione della propria identità e della propria indipendenza, strumenti importanti di inclusione sociale: a Roma, il progetto “Together” ha promosso una grande festa all’insegna dello sport e del divertimento.

 

Arrampicata sportiva, parkour, mini basket, pallavolo, calcio, rugby: lo scorso 12 giugno si è svolta a Roma una giornata di festa e sport dedicata ai minori e neo-maggiorenni non accompagnati beneficiari del progetto Together.

 

«Sono stati una trentina i partecipanti – spiegano Andrea Anzaldi e Lucio Fabbrini, coordinatori della struttura di semi-autonomia Aver Drom, che dal 2009 accompagna i ragazzi al compimento della maggiore età –. Tutti maschi, i partecipanti avevano tra i 16 e i 18 anni e provengono da Egitto, Albania, Gambia, Nigeria, Tunisia ed Eritrea. L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Cooperativa CivicoZero, Liberi Nantes e l’UISP locale con l’intento di far avvicinare i ragazzi allo sport. Il calcio e l’arrampicata sportiva sono le discipline che hanno destato maggiore interesse; grande successo anche per il parkour che, dopo qualche primo attimo di titubanza, è comunque riuscito ad attrarre diversi giovani».

 

 

Una grande festa dedicata a ragazzi troppo spesso “adultizzati”, presi da preoccupazioni che un ragazzo italiano incontra ben più avanti negli anni, nella gran parte dei casi ben oltre il compimento della maggiore età. Infatti, il tempo libero e il gioco sono «esigenze e diritti senza i quali il minore viene spogliato di un’area indispensabile per una crescita equilibrata, rispettosa delle esigenze di ogni età e nella quale siano garantiti adeguati spazi a quelle attività che non solo costituiscono un momento di piacere e di sviluppo psico-motorio, ma anche di recupero e costruzione della propria identità e della propria indipendenza, di inclusione sociale, di creazione di una rete di conoscenze e amicizie personali, tanto più importanti per coloro che in Italia non hanno una famiglia di riferimento». (Percorsi già segnati e strade da decidere: il diritto alla cultura, al gioco, allo sport e alla scelta del proprio futuro – Viaggio nel mondo dei minori stranieri non accompagnati: un’analisi giuridico-fattuale)

 

«Nel corso dell’Open day – continuano gli organizzatori – i ragazzi sono stati messi in contatto con i rappresentanti del CONI presenti all’evento per valutare la loro adesione a un progetto FAMI centrato sull’inserimento sportivo. Per tutti gli altri, stiamo programmando per il mese di settembre 2018 una seconda giornata dedicata allo sport, mentre nel mese di novembre punteremo sul tema dell’educazione alimentare: i ragazzi verranno accompagnati in visita a una fattoria sociale per approfondire tutti gli aspetti della produzione alimentare e incoraggiare un consumo consapevole».

 

 

Per saperne di piùTogether. Costruiamo insieme il futuro

 

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