Nascono e si rafforzano i gruppi di lavoro dei tutori volontari

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Dall’Assemblea nazionale di Messina nasce un percorso condiviso di formazione, confronto e produzione di conoscenza a beneficio di tutta la comunità che si prende cura dei minori stranieri non accompagnati.

Prendersi cura di un minore straniero non accompagnato non è mai un gesto solitario. È un atto di responsabilità condivisa, che ha bisogno di competenze, ascolto, confronto e continuità nel tempo.

 

È da questa consapevolezza che nascono e si rafforzano i gruppi di lavoro di Tutori in Rete, uno degli assi centrali dell’intervento “Tutori in Rete 2025–2026”, sostenuto dall’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile”.

 

Un percorso che mette al centro la formazione continua dei tutori volontari e la costruzione di una comunità capace di produrre conoscenza, strumenti e pratiche utili non solo per chi ne fa parte, ma per l’intero sistema di tutela.

 

Dall’Assemblea nazionale a un lavoro che continua

L’Assemblea nazionale di Tutori in Rete, che si è svolta a Messina dal 24 al 26 ottobre 2025, ha rappresentato un momento importante di rilancio e messa a fuoco di questo lavoro. Tre giorni di confronto intenso, umano e professionale, in cui tutrici e tutori volontari provenienti da tutta Italia hanno condiviso esperienze, criticità e visioni comuni.

 

Ma l’Assemblea non è stata un punto di partenza né un evento isolato. Alcuni gruppi di lavoro erano già attivi nei mesi precedenti, altri hanno preso forma proprio a partire da questo momento collettivo. Insieme, hanno trovato uno spazio strutturato per crescere, coordinarsi e orientare il lavoro futuro.

 

Formazione che nasce dall’esperienza

I gruppi di lavoro non sono tavoli teorici, ma luoghi di apprendimento reciproco, in cui la formazione nasce dall’esperienza concreta dei tutori e dal confronto tra territori diversi.


Durante l’Assemblea, il lavoro si è articolato attorno a nodi centrali per il presente e il futuro dei minori soli:

 

  • le procedure di nomina dei tutori e la necessità di renderle più eque e uniformi;
  • i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa dei neomaggiorenni;
  • la costruzione di strumenti pratici, come raccolte di buone prassi e FAQ, pensati per sostenere soprattutto chi si avvicina per la prima volta alla tutela volontaria;
  • l’attenzione alle situazioni di particolare vulnerabilità, come l’affido e il coinvolgimento nel sistema di giustizia minorile.

 

Il principio che guida questo lavoro è semplice ma esigente: un tutore formato, sostenuto e inserito in una rete è un presidio di diritti per il minore.

 

Uno degli elementi qualificanti dell’intervento è la scelta di condividere ciò che viene costruito. I materiali, le riflessioni e gli strumenti che nasceranno dai gruppi di lavoro non resteranno patrimonio esclusivo della rete, ma saranno progressivamente resi accessibili, affinché possano essere utilizzati e adattati anche da altri tutori, associazioni e territori.

 

In questo senso, la tutela volontaria non è solo una risposta a un bisogno individuale, ma un’infrastruttura civica, che cresce quando le esperienze dialogano e si contaminano.

 

Uno sguardo che va oltre l’oggi

Nel quadro dell’intervento sostenuto da Never Alone, i gruppi di lavoro rappresentano uno spazio in cui è possibile tenere insieme l’oggi e il domani: rispondere ai bisogni immediati dei ragazzi e, allo stesso tempo, rafforzare un sistema di tutela capace di durare.


Un lavoro paziente, spesso silenzioso, fatto di relazioni, competenze e responsabilità condivise. Un lavoro che racconta bene cosa significa “non lasciare soli” i minori stranieri non accompagnati, e nemmeno chi sceglie di stare al loro fianco.