Obiettivo: lavoro!

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A Torino, la Cooperativa Terremondo è partner del progetto “Together” per l’offerta di percorsi di orientamento al lavoro a minori e neo-maggiorenni soli accolti sul territorio. Per favorire l’inserimento lavorativo dei più giovani e rispondere a desideri ed esigenze dei ragazzi, è stato recentemente attivato un corso intensivo di panificazione. 

 

Nata nel 2003 dall’esperienza degli operatori dell’Associazione di volontariato ASAI, la Cooperativa Terremondo propone iniziative educative e culturali rivolte a bambini, giovani e adulti e opera da anni sul tema dell’accoglienza e del sostegno alle fasce deboli, in particolare i minori.

 

A Torino è partner di Save the Children nell’ambito del progetto Together per l’offerta di percorsi di orientamento al lavoro a minori e neo-maggiorenni soli accolti sul territorio.

 

Sono circa cinquanta i ragazzi fino a oggi incontrati: tra i 16 e i 19 anni, hanno tutti concluso i percorsi per l’apprendimento della lingua italiana e provengono da diverse comunità di accoglienza del capoluogo piemontese.  Terremondo ha seguito il primo gruppo di giovani nel mese di settembre e ha già attivato quattro cicli di percorsi di orientamento al lavoro, proponendo anche ad alcuni ragazzi un corso di formazione intensiva per la panificazione.

 

«Sono soprattutto i ragazzi egiziani e turchi che abbiamo incontrato ad averci “ispirati” – spiega Massimiliano Manai –: hanno spesso amici o parenti sul territorio che lavorano come pizzaioli e decidono di puntare su quell’ambito. Il percorso di panificazione proposto garantisce l’accesso a otto giorni di formazione intensiva, per un totale di 32 ore di pratica. Il primo corso, iniziato il 7 maggio e curato da ENGIM Piemonte, ha una forte connotazione pratica con lezioni svolte in laboratorio ed esercitazioni pratiche propedeutiche al mondo del lavoro. L’intento è quello di dare ai ragazzi qualche possibilità in più, rendendoli maggiormente appetibili agli occhi dei datori di lavoro».

 

I percorsi di orientamento si sviluppano in cinque incontri di tre ore: insieme ai ragazzi vengono approfonditi strumenti e metodi per la ricerca di lavoro. «Cerchiamo di farlo nella maniera più partecipata possibile – continua Manai –, favorendo un percorso di conoscenza attraverso il gioco: gli incontri sono un viaggio verso la presa di consapevolezza e aiutano i ragazzi a capire chi sono e cosa desiderano per sé. Alcuni preferiscono continuare a studiare: “Io sono ancora un bambino!”, ha detto un ragazzino pakistano che sta seguendo la formazione per la licenza media; molti, invece, sono orientati al lavoro: penso soprattutto ai neo-maggiorenni, che hanno ben chiari i “problemi” che comporta – per loro – il compimento del diciottesimo anno di età. Vivono il loro compleanno come un momento difficile, soprattutto in relazione alla necessità di inviare soldi a casa, alle proprie famiglie».

 

Grazie alla collaborazione del Comune di Torino e delle comunità di accoglienza, Together ha già attivato tre borse lavoro, mentre altre due sono in fase di attivazione.

 

«I ragazzi puntano molto al concreto: tra le professionalità e le aspirazioni emerse, la ristorazione, la falegnameria e gli ambiti meccanici ed elettrici, settori in cui probabilmente hanno fatto qualche esperienza da bambini, nei loro Paesi di origine. Spesso questi desideri sono guidati dalle reti attive tra pari e connazionali: i ragazzi si lasciano guidare dai casi di successo vissuti dai propri amici e riescono a trovare più facilmente lavoro attraverso le proprie reti di relazioni».

 

Per saperne di piùTogether. Costruiamo insieme il futuro

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