«Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo»

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Sono otto i giovani coinvolti dalla Cooperativa Sociale Dedalus nel Laboratorio di Cittadinanza Attiva realizzato nell’ambito del progetto “Ragazzi sospesi”: una proposta per rendere i ragazzi parte attiva e influente della società, perché «fare i cittadini è il modo migliore di esserlo» (www.cittadinanzattiva.it)

 

Un percorso per sostenere la consapevolezza e la partecipazione dei più giovani, per aiutarli a diventare protagonisti della società e delle comunità di accoglienza.

 

È l’obiettivo del Laboratorio di Cittadinanza Attiva proposto nell’ambito del progetto Ragazzi sospesi, che a Napoli lavora a una serie di programmi individualizzati per chiamare i minori e i neomaggiorenni a partecipare in modo attivo alla definizione del proprio percorso.

 

Partito nei primi mesi del 2018, il laboratorio è rivolto a otto giovani Peer Operators, ex minori stranieri non accompagnati che si stanno formando per diventare mediatori culturali. Il percorso intende offrire ai giovani l’opportunità di essere protagonisti di pratiche di cittadinanza, favorendo un processo di integrazione che consenta ai ragazzi di essere parte della società italiana, anche in assenza di uno status giuridico riconosciuto.

 

Partner di riferimento per l’attività del progetto è la Fondazione per la Cittadinanza attiva (Fondaca).

 

«I processi di inclusione e integrazione sono frutto di forme di reciproca influenza e trasformazione – spiega Fondaca, presentando i laboratori –. L’integrazione può considerarsi davvero compiuta quando gli immigrati sono messi in condizione di esercitare diritti e rispettare doveri, hanno acquisito gli status e le identità che sostanziano la loro effettiva appartenenza alla comunità e partecipano a pieno titolo alle attività dalle quali dipende la percezione e l’effettività dell’inclusione». Questo processo riguarda anche i più giovani.

 

Al centro dei laboratori realizzati nell’ambito di Ragazzi Sospesi, l’impegno dei giovani sul territorio all’interno di alcune realtà locali e il loro coinvolgimento nell’ideazione, progettazione e implementazione di micro progetti di azione civica nella città di Napoli. Il percorso ha preso avvio con una mappatura del territorio per individuare sia le problematiche da affrontare sia le associazioni, organizzazioni, enti locali e/o realtà imprenditoriali da coinvolgere nell’azione. I soggetti individuati incontrano i giovani nella seconda parte del laboratorio, dopo il modulo svolto in aula, tra attività frontali e laboratoriali.

 

Laboratori di cittadinanza attiva: il gruppo in uscita, di fronte al Municipio di Napoli

 

«Nonostante le organizzazioni siano da sempre attente a sostenere le ragioni dei soggetti provenienti dai paesi terzi, difenderne i diritti e offrire loro opportunità di inserimento nel tessuto lavorativo, quasi mai viene offerta agli immigrati di prima e di seconda generazione l’opportunità di essere protagonisti di pratiche di cittadinanza che consentano loro di essere parte attiva e influente della società italiana – continua Fondaca –. Parliamo di integrazione in senso civico, quindi, come uno strumento indispensabile per facilitare il legame con il territorio e come uno degli elementi fondanti del processo progressivo di identità, anche da parte dei ragazzi».

 

Maggiori informazioni sulla pagina dedicata al progetto Ragazzi sospesi

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