Cartella sociale: favorire l’inclusione dei minori migranti

Condividi

La Cartella sociale sviluppata nell’ambito del progetto “Ragazzi Harraga” diventerà operativa nel corso del mese di marzo: uno strumento per la condivisione dei percorsi dei minori stranieri soli che accorperà tutte le informazioni anagrafiche, sanitarie e amministrative dei ragazzi, senza tralasciare gli aspetti relativi a istruzione e formazione, esperienze lavorative, competenze, desideri e progetti.

 

Una piattaforma web con lo scopo di raccogliere tutte le informazioni utili per favorire i percorsi di inclusione sociale dei minori stranieri non accompagnati accolti a Palermo. Diventerà operativa nel corso del mese di marzo la Cartella Sociale sviluppata dal progetto Ragazzi Harraga in partenariato con l’Assessorato alla cittadinanza sociale del Comune di Palermo e in collaborazione con l’Ufficio del Garante metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza e altri attori del territorio.

 

Uno strumento per la condivisione, il monitoraggio e la tracciabilità dei percorsi dei ragazzi che accorperà tutte le informazioni anagrafiche, sanitarie e amministrative dei minori, senza tralasciare gli aspetti relativi a istruzione e formazione, esperienze lavorative, competenze, desideri e progetti.

 

La cartella agevolerà le operazioni di enti e associazioni che lavorano con i minori non accompagnati attraverso una condivisione diretta delle informazioni rilevanti per ciascun attore, evitando sovrapposizioni e armonizzando i vari strumenti utilizzati da ciascuno. La cartella sarà un supporto importante anche per i tutori volontari: un luogo virtuale che consentirà l’accesso alle informazioni aggiornate che riguardano il minore di cui hanno la tutela.

 

La co-progettazione dello strumento

 

Etnia e religione: «Perché ragionate come la questura?», hanno chiesto gli otto ragazzi coinvolti nella validazione dei contenuti della Cartella sociale. «Queste informazioni non devono essere visibili a tutti, ma solo ai responsabili dei centri o ai tutori, e comunque solo se serve sapere se ci sono particolari osservanze». I giovani coinvolti nel lavoro hanno tra i 15 e i 19 anni e provengono Bangladesh, Nuova Guinea, Gambia, Egitto, Mali: anche loro hanno partecipato alla costruzione dello strumento e, con le loro osservazioni, hanno aiutato gli operatori a ragionare al di là di stigmi e categorizzazioni.

 

La cartella è suddivisa in otto parti e prevede livelli di accesso differenziato alle informazioni. “Voci”, modalità di inserimento e di visualizzazione dei dati sono stati definiti in maniera partecipata, con il coinvolgimento del Garante, degli operatori dell’Azienda Sanitaria Locale e dei responsabili di centri SPRAR, Centri di Prima Accoglienza, Centri per l’Istruzione degli Adulti e comunità alloggio.

 

Si è parlato della Cartella sociale del progetto Ragazzi Harraga anche su Nòva24 – Il Sole 24 Ore

 

Maggiori informazioni sul canale web del progetto Ragazzi Harraga e sulla pagina Facebook della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi sulle migrazioni non6solo

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *