“Cambio rotta”: a Roma il confronto sulle buone prassi per i minori autori di reato

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Abbiamo  partecipato al convegno “Cambio rotta: percorsi inclusivi nella giustizia minorile”, che si è svolto il 15 aprile 2026 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e di cui abbiamo parlato nella nostra notizia “Cambio rotta: a Roma il convegno sui percorsi inclusivi nella giustizia minorile“.

 

Un appuntamento importante che ha rappresentato sia la restituzione dei risultati del bando promosso da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, sia un momento di confronto sulle prospettive future della giustizia minorile in Italia.

 

I risultati di un investimento nazionale

Al centro dell’incontro, i 17 progetti selezionati nel 2021, che hanno coinvolto oltre 3.000 minorenni: in prevalenza adolescenti e per il 90% maschi, accompagnati in percorsi di reinserimento sociale costruiti su misura. Grazie a un investimento complessivo di 14,5 milioni di euro, il programma ha attivato interventi capaci di incidere su più dimensioni della crescita: educativa, sociale, formativa, lavorativa e familiare.

 

Un lavoro reso possibile dalla collaborazione tra 370 enti del Terzo settore, gli Uffici di servizio sociale per i minorenni (USSM) e i servizi sociali territoriali, che ha dato vita a alleanze educative diffuse e a nuove modalità di presa in carico.

 

Dalle pratiche locali agli orientamenti di policy

Uno dei momenti più significativi del convegno è stata la presentazione e la consegna al Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del documento “Orientamenti di policy per i minorenni e le minorenni autori di reato”. Il documento nasce da un percorso partecipato che ha coinvolto gli enti dei partenariati, attraverso comunità di pratica e laboratori di scrittura condivisa, con l’obiettivo di individuare le principali sfide del sistema e proporre possibili linee di sviluppo.

 

Tra gli elementi emersi:

  • La definizione di protocolli operativi territoriali fondati sulla multi-professionalità
  • Il rafforzamento della collaborazione tra Terzo settore e USSM
  • La sperimentazione di modelli educativi innovativi, dalla musica al teatro, dall’arte alle esperienze in natura
  • Lo sviluppo di interventi che coinvolgano anche le famiglie, nonostante le difficoltà ancora presenti

 

Co-progettazione e approccio integrato

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’introduzione di nuove prassi operative basate sulla co-progettazione tra pubblico e privato sociale. Queste esperienze hanno dimostrato come un approccio integrato e multidisciplinare possa migliorare l’efficacia degli interventi, offrendo ai ragazzi percorsi più coerenti con i loro bisogni e le loro potenzialità. In un contesto segnato da crescenti fragilità sociali ed educative, il rafforzamento di queste pratiche appare sempre più necessario.

 

Un sistema chiamato a evolvere

Secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2026, sono circa 19.500 i minori e giovani adulti coinvolti in procedimenti penali e seguiti dagli USSM. Un fenomeno che riguarda principalmente i maschi e che si concentra nella fascia tra i 15 e i 17 anni.
I reati più diffusi sono quelli contro il patrimonio e contro la persona, spesso legati a condizioni di marginalità, fragilità educativa e contesti familiari complessi.

 

In questo scenario, il convegno ha rilanciato la necessità di un sistema di giustizia minorile sempre più orientato alla responsabilizzazione, all’inclusione e alla costruzione di opportunità concrete.

 

Approfondisci nella notizia di Con i bambini

Approfondisci nella notizia di Vita

 

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