#Apriteleporte: l’accoglienza in famiglia dei neo-maggiorenni

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Fate qualcosa, fate la differenza: #Apriteleporte! É il titolo della nuova campagna di CIDIS per l’accoglienza in famiglia dei neo-maggiorenni. Come si fa? CIDIS lo spiega qui, step-by-step, raccontando l’esperienza della prima coppia che ha accolto un ex minore straniero solo nell’ambito del progetto Mai più soli: la storia di Musa, Paola e Ciccio.É la nuova campagna di CIDIS che, nell’ambito Never Alone Mai più soli, lavora per migliorare e armonizzare le pratiche di presa in carico e tutela dei minori, supportando la formazione dei tutori volontari e promuovendo strade alternative per un’accoglienza “a misura di ragazzo”. 

 

Uno dei momenti più critici per i ragazzi e le ragazze presenti nelle comunità per minori avviene al compimento della maggiore età, quando devono uscire dai centri dove sono accolti. Lo fanno o per essere trasferiti in centri per adulti spesso poco idonei alle esigenze di un adolescente e geograficamente lontani dal posto in cui hanno vissuto sino a quel momento, o perché escono dal sistema di accoglienza, con il rischio di essere nuovamente sradicati e perdere gli affetti e le abitudini faticosamente costruiti: gli amici, la scuola, gli operatori.

 

L’accoglienza in famiglia può essere una risposta ai bisogni di questi ragazzi: è una nuova modalità di cittadinanza attiva, che permette di aiutare giovani arrivati in Italia come minori soli nel difficile percorso verso l’autonomia e l’età adulta. Chi ospita in casa un ragazzo straniero neo-maggiorenne ha l’opportunità di conoscere una nuova cultura, diventare un cittadino più consapevole e allo stesso tempo di aiutare una persona in difficoltà a costruire un percorso nel nostro Paese. Vivere con delle persone del posto è infatti il modo migliore per entrare a far parte di una comunità e conoscere più velocemente il contesto sociale e culturale del Paese ospitante.

 

Le persone che decidono di aprire le porte della loro casa ad un neo-maggiorenne  devono essere disponibili a sostenere per almeno 6 mesi il ragazzo nel suo percorso verso l’indipendenza e possedere una stanza singola da mettere a disposizione dell’ospite.

 

Come si fa? CIDIS lo spiega qui, step-by-step, raccontando l’esperienza della prima coppia che ha accolto un ex minore straniero solo nell’ambito di Mai più soli, Paola e Ciccio.

 

Step 1: Iscrizione al portale Refugees Welcome

Una delle prime persone ad iscriversi al portale di RW per partecipare al progetto Mai più soli è stata Paola di Napoli. Lei e il compagno Ciccio, calabrese doc, sono molto attivi nel sociale, sono interessati ed informati sul fenomeno dell’immigrazione. Qui sul portale registrano i propri dati e la propria disponibilità ad essere contattati per il progetto.

 

Step 2: Intervista telefonica

La famiglia che si è registrata sul portale viene contattata dal team di riferimento. Durante l’intervista telefonica, grazie alle domande fatte dal facilitatore, l’interesse e la predisposizione della famiglia di Paola e Ciccio sono subito stati evidenziati.

 

Step 3: Idoneità della famiglia

Il team di facilitatori si confronta in riunione ogni settimana sulla idoneità o meno delle famiglie intervistate telefonicamente, valutando tutti gli aspetti emersi durante l’intervista telefonica. In entrambi i casi, ne viene data comunicazione alla famiglia: nel caso di idoneità positiva, si coglie l’occasione per fissare una visita a casa.

La famiglia di Paola e Ciccio è risultata idonea alla accoglienza.

 

Step 4: Intervista di persona a casa della famiglia

La visita a casa viene organizzata dopo aver stabilito se la famiglia è idonea o meno ad ospitare ed ha lo scopo di incontrare di persona la famiglia e di verificare l’idoneità dell’alloggio.

Due facilitatori, gli stessi che hanno condotto l’intervista telefonica, si recano a casa della famiglia, dove hanno scambiato alcune chiacchiere con la coppia e visitato la casa.

 

Step 5: Abbinamento famiglia/ragazzo

Dopo un lavoro di matching, fatto sulla base delle caratteristiche della famiglia in questione, e’ stato individuato Musa, un ragazzo gambiano di 18 anni appena compiuti, ospite di una comunità di prima accoglienza a Prata Sannita (CE), come possibile ragazzo da inserire in quella famiglia.

Dopo averne parlato sia con la famiglia che con il ragazzo è stato fissato il primo incontro.

 

Step 6: Primo incontro tra il ragazzo e la famiglia

I tre si sono conosciuti a Napoli presso la sede dell’ufficio CIDIS –  come primo impatto infatti è sempre preferibile un luogo neutro e magari tranquillo, dove si possa chiacchierare in pace. Musa era imbarazzato ed emozionato, Paola e Ciccio erano visibilmente felici e pian piano hanno cercato di mettere Musa a proprio agio. L’incontro è durato un quarantina di minuti circa, fatto di domande da entrambi le parti, di sguardi e sorrisi. Durante i saluti, è stato individuato il giorno per il secondo incontro.

 

Step 7: Secondo incontro a casa della famiglia

Il secondo incontro è stato fissato a casa della famiglia. Con Paola e Ciccio ci siamo incontrati alla stazione di Napoli, i due avevano piacere di mostrare a Musa la metropolitana per arrivare nel loro quartiere. Musa era più sciolto e subito ha iniziato a chiacchierare con Paola e Ciccio. Arrivati a destinazione, Paola, da buona napoletana, ci offre una sfogliatella, Musa apprezza molto. Mostrano la casa a Musa e con lui già ipotizzano possibili cambiamenti per quando andrà a vivere là. Si chiacchiera molto, i tre si conoscono e si confrontano. L’esito è più che positivo ed infatti Paola invita Musa a trascorrere dei giorni al mare con loro e con la sua famiglia, Musa accetta senza esitazione.

 

Step 8: Prime prove di convivenza

Dopo tre giorni al mare con loro, Musa al rientro era contento e convinto ancor di più di andare a vivere con Paola e Ciccio. I due con lui sono stati disponibili in tutto, nel parlare, nel dargli aiuto e supporto, il ragazzo ha iniziato a sentirli amici e non più estranei.

Una domenica di agosto ancora, Paola e Ciccio decidono di passare la giornata in comunità a Prata Sannita dove Musa era ospite. Trascorrono del tempo con tutti i ragazzi, pranzano e dopo vanno al fiume, una bella giornata per tutti.

Da qui Musa va a casa di Paola e Ciccio in occasione del compleanno di Paola e resta a dormire lì dato che la festa si protrae fino a tardi. La settimana dopo ci ritorna per due giorni, in occasione di una festa di strada a Napoli…

 

And there we go: Inizio della convivenza

…per poi “fare le valigie” e trasferirsi definitivamente.

Oggi Musa è accolto in famiglia da circa 2 mesi, sta conoscendo la città e si sta orientando. Si è iscritto alla terza media e ha iniziato a frequentare le lezioni. Ha richiesto il rilascio del permesso di soggiorno perché titolare di protezione umanitaria. Ha fatto la domanda per il servizio civile e a breve dovrà sostenere il colloquio di selezione. Si arrangia con piccoli lavoretti per avere un minimo di guadagno. In tutto il suo percorso il ragazzo e l’andamento delle convivenza sono seguiti da un tutor.

 

Scarica la locandina della campagna #Apriteleporte!

Per saperne di piùhttps://goo.gl/zYdWjg

 

Le attività di Mai più soli proseguiranno anche nei prossimi mesi: per restare aggiornati vi invitiamo a seguire il canale web e la pagina Facebook di Cidis Onlus, ente capofila del progetto.

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