La prospettiva metodologica disegnata dai Gruppi di parola consente, ad operatori e minori accolti, di migliorare le capacità di relazione e confrontarsi con un nuovo lessico emotivo. Gli elementi caratterizzanti i Gruppi di Parola, quali la circolarità delle narrazioni e l’ascolto “non giudicante” tra i partecipanti, promuovono forme di supporto tra pari e tra persone apparentemente distanti che difficilmente avrebbero potuto incontrarsi e confrontarsi.

 

L’approccio metodologico offre infatti la possibilità di costruire un “archivio di memorie condivise” sulla pandemia, di recuperare l’autorialità narrativa circa i tragitti esperienziali dei giovani migranti, mettere in luce skills e competenze di gestione dell’incertezza, innescando così forme di protagonismo e di socializzazione alternative.